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SCARPE ROTTE PER ANDARE….


Da quando è iniziato il percorso di costruzione del partito democratico, sentimenti di paura , speranza, felicità e nostalgia si sono mescolati creando più dubbi, più domande che risposte. Tutti gli ultimi 60 anni di politica , sociologia, economia pesano come macigni per l’elaborazione di un manifesto di valori che rappresenti la spina dorsale di questo nuovo partito.

A destra i democristiani duri e puri vogliono la riedizione della DC, a sinistra i radicali vogliono un Komintern del 2000. Tentativi questi interessanti  che ripropongono però vecchie logiche e vecchie categorie. E questo è il loro limite.

Mentre la nostra capacità dovrebbe essere quella di innovare il nostro linguaggio, per rappresentare i nuovi proletari, la nuova classe media, il terziario, la piccola e media imprenditoria, i giovani e i luoghi della formazione e le istanze di giustizia che un mondo flagellato ci presenta.

In questa direzione la costituente del Pd dovrebbe muoversi. E in questa costituente tutti i compagni socialisti dovrebbero profondere tutti i loro sforzi.

Lancio un appello. Perché credo che se lasciassimo questa nuova grande formazione politica solo all’influenza cattolico-democratica-liberale, le idee e i contenuti del socialismo finirebbero per esaurirsi nella spirale  dell’autoreferenzialità o nella politica della testimonianza.

E io a 23 anni non voglio testimoniare un accidente, ma creare quelle condizioni di emancipazioni che rendono ogni uomo e ogni donna liberi di determinare la propria vita.

 

Daniele Sorelli

Pubblicato il 6/6/2007 alle 16.38 nella rubrica Diario.

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