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SICILIA BELLA E MALEDETTA

Vengo da un Congresso Nazionale molto interessante. Un quadro animato e variopinto dell'Italia che piace a noi, quella dell'impegno e della cittadinanza attiva.
Quando ci si confronta con tante e diverse realtà territoriali, capisci se hai sbagliato strada o meno.
E noi siciliani non abbiamo sbagliato. Per errare avremmo dovuto fare qualcosa. Invece solo chi non lavora non sbaglia. E qui la politica è infallibile.

E' vero che siamo in un altro mondo. Chi viaggia lo sa e lo capisce, ahimè, a proprie spese.
I migliori talenti e le energie più sane di questa terra partono, direbbe il mio amico Spataro. E come dargli torto.
Livio, Andrea, Stefano e quanti altri amici partiti. Quanti altri che partiranno.
OItre a lasciare una sgradevolissima sensazione di assenza personale, portano via quanto di meglio gli insegnanti , i professori e la società gli ha dato.
Ma come ci si può permettere di rimproverarli ?
Come costringerli a rendere improduttive le loro ricchezze e obbligarli ad un tirare a campare che rasenta il fallimento ?

Il circolo vizioso, di una terra senza forze che non fa niente però per trattenere le sue energie migliori , continua e si alimenta.
La politica continua a parlare di finanziamento pubblico, Cassa del Mezzogiorno, assunzioni pubbliche...non capendo che qui dove c'è il pubblico si annidano sacche di clientela aggressive, che la rete fitta di rapporti extralegali si nutre.
Basta con questa storia del pubblico. Se volete fare qualcosa di buono per tutti, trovate strumenti che siano occasione di riscatto, che rappresentino uno stimolo all'opportunità.

E a tutti quei ragazzi coetani che sono andati via e che mandano avanti le fabbriche del nord e gli studi professionali : siete il nostro orgoglio.

Daniele Sorelli


Pubblicato il 7/11/2007 alle 14.15 nella rubrica Diario.

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